Quando Paul Erdős parlava de “Il Libro”, immaginava — con tono scherzoso e insieme filosofico — un libro posseduto da Dio nel quale sono conservate le dimostrazioni migliori. Una dimostrazione “dal Libro” è quindi una prova particolarmente semplice, sorprendente, naturale ed esplicativa, non soltanto una dimostrazione corretta.
La frase non significa che Erdős avesse fornito una definizione oggettiva dell’eleganza matematica. È meglio intenderla come una metafora euristica: invita i matematici a cercare argomenti che rendano visibile il motivo per cui un risultato è vero, invece di limitarsi a verificare che la conclusione segua formalmente dalle ipotesi.
Il confine resta soggettivo e dipende dalla formazione del lettore, dalla cultura matematica e dal contesto storico. Perciò “dal Libro” è un giudizio interpretativo, non una proprietà misurabile con un test universale. La documentazione disponibile sostiene con buona probabilità il significato metaforico ed estetico; non permette invece di stabilire quale fosse, in ogni conversazione, l’intenzione precisa di Erdős.
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